Programma LIFE: l’Unione Europea in difesa dell’ambiente

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Sul finire degli anni ‘80 in seguito a disastri ambientali come quello di Chernobyl e a una maggiore consapevolezza su tematiche come il buco dell’ozono e il surriscaldamento globale, l’Unione Europea iniziò a pianificare la creazione di un Programma che permettesse di perseguire finalità di tutela ambientale in modo più organizzato rispetto a quanto fatto fino a quel momento con finanziamenti europei meno strutturati. Fu così che, nel 1992, venne lanciato il Programma LIFE, uno strumento di finanziamento per azioni nel campo ambientale e del clima che ha co-finanziato, al 2013, più di 5,400 progetti con un contributo complessivo approssimativo di 3,1 miliardi di Euro. Durante l’attuale programmazione 2014-2020, tuttavia, l’obiettivo è quello di contribuire con ulteriori 3,4 miliardi di Euro circa.

LIFE, i sottoprogrammi Clima e Ambiente

Il programma LIFE si suddivide in due sottoprogrammi: il sottoprogramma “ambiente” (cui è destinato il 75% del budget disponibile) e il sottoprogramma “azione per il clima” (che impegna il rimanente 25% del budget del programma). Vediamo insieme cosa prevede il bando e chi può partecipare.

Gli obiettivi del programma LIFE

L’agenda 2020 del programma europeo LIFE per l’Ambiente e l’Azione climatica, in vigore dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2020, persegue i seguenti obiettivi generali:

  • Aiutare il passaggio a un’economia efficiente in termini di risorse, alla protezione e al miglioramento della qualità dell’ambiente e all’interruzione e all’inversione del processo di perdita di biodiversità;
  • Migliorare lo sviluppo e l’attuazione della politica e della legislazione ambientale e climatica dell’Unione Europea;
  • Promuovere l’integrazione e la diffusione degli obiettivi ambientali e climatici nelle varie politiche dell’Unione Europea e nei settori pubblico e privato;
  • Sostenere la governance ambientale, stimolando la partecipazione della società civile, delle ONG e degli attori locali.

Sottoprogramma ambiente

In particolare, le azioni che vengono finanziate in questo ambito riguardano:

  • Progetti in difesa di Natura e biodiversità e in particolare di quelle specie o habitat che sono riconosciute come a rischio; i progetti ricevono un finanziamento fino al 60% che, però, può arrivare al 75% se almeno la metà dei costi stimati dal progetto sono dovuti ad azioni che migliorano la tutela di habitat naturali e specie di animali che sono prioritarie per l’UE (tali priorità sono state definite in una serie di preesistenti direttive);
  • Si promuovono progetti che sviluppano tecnologie, politiche e strategie che, soprattutto se “close-to-market” (vale a dire se correlate con attività economiche e che possono portare concreti benefici a queste) migliorano la gestione e l’efficienza delle risorse energetiche, del suolo, dell’acqua, delle coste e degli ambienti marini e sviluppano applicazioni riguardanti l’economia circolare, gli ambienti urbani e la gestione degli incidenti industriali che hanno ripercussioni sull’ambiente. Questi progetti ricevono un co-finanziamento fino al 55%;
  • Sviluppo di buone pratiche ambientali a livello amministrativo e miglioramento del livello di informazione e conoscenza sulle tematiche ambientali. Anche questa tipologia di progetti riceve un co-finanziamento massimo del 55%;
  • Progetti integrati su larga scala, che coinvolgono in genere autorità regionali o nazionali, di lungo periodo (durano in media tra i 6 e i 10 anni), con budget molto consistenti (il finanziamento medio erogato è di circa 10 milioni di Euro), co-finanziati fino al 60%. Possono riguardare tutte le tematiche ambientali;
  • Sono finanziabili anche progetti preparatori che affrontano determinate questioni (su temi indicati dalle stesse autorità europee) di carattere tecnico-legale e progetti di assistenza tecnica per coloro i quali stanno preparando un progetto integrato, data la loro complessità. Entrambe le tipologie possono essere co-finanziate fino al 60%.

Sottoprogramma Azione per il clima

“Azione per il clima” prevede finanziamenti per il seguente tipo di progetti:

  • Progetti per la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico che forniscono soluzioni applicabili che vadano a migliorare l’efficienza energetica, l’uso di energie rinnovabili, la riduzione dell’emissione dei gas serra e inquinanti e che abbiano, in generale, un effetto positivo sulle strategiche legali ed economiche europee su questo tema. I progetti possono essere co-finanziati fino al 55%;
  • Progetti per l’adattamento agli effetti del cambiamento climatico che vanno, cioè a fornire strumenti per contrastare fenomeni quali incendi, siccità, inondazioni, al fine di salvaguardare non solo l’ambiente ma anche i settori economici che vengono colpiti da questi fenomeni. Questi progetti possono essere co-finanziati fino al 55%;
  • Sviluppo di buone pratiche di gestione del cambiamento climatico a livello amministrativo e miglioramento del livello di informazione e consapevolezza sulle tematiche a questo relative. Anche questa tipologia di progetti riceve un co-finanziamento massimo del 55%;
  • Sono previsti anche per questo sottoprogramma finanziamenti per progetti integrati, preparatori e di assistenza tecnica, con le medesime caratteristiche degli analoghi progetti del sottoprogramma “Ambiente”.

Chi può proporre un progetto finanziato sotto il programma LIFE?

Qualunque ente registrato sul territorio dell’Unione Europea può presentare una proposta per un progetto finanziato dal programma LIFE indipendentemente che si tratti di: un ente pubblico, un’azienda privata o un NGO.

Peculiare, rispetto ad altri programmi UE, è la possibilità di partecipare anche in modo del tutto indipendente da un partenariato.

Le NGO attive nell’ambito ambientale che dovessero partecipare in tal modo, potrebbero anche far richiesta per dei finanziamenti a loro riservati (operating grants) col fine di supportarne i costi amministrativo-logistici.

Il programma LIFE collabora anche con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) al fine di facilitare gli investimenti e l’accesso al credito per le imprese operanti nella green economy.

La Commissione Europea, data l’importanza che sempre più sta assumendo la tematica ambientale, ha proposto di incrementare il budget disponibile per il sottoprogramma LIFE a 5,5 miliardi di Euro per la programmazione 2021-2027, portando il numero di sottoprogrammi da due a quattro aggiungendone uno dedicato a “economia circolare e qualità della vita” e uno alla “transizione verso fonti di energia pulita”.

La durata del progetto LIFE

La durata del progetto corrisponde al tempo necessario per completare tutte le azioni e raggiungere tutti gli obiettivi, quindi in media tra i 3 e 5 anni per le azioni Ambiente e tra i 2 e i 5 anni per le azioni Clima.

Qualunque spesa sostenuta prima della data d’inizio del progetto, non sarà considerata ammissibile e non potrà essere inclusa nel budget di progetto.

Le spese ammissibili dal bando

Non è stata fissata una dimensione minima per il budget di progetto, ma i candidati ai progetti di informazione e governance sull’azione per il clima sono invitati a garantire che le azioni proposte siano sufficientemente ampie da garantire che il progetto ottenga risultati significativi grazie al valore aggiunto dall’UE.

Le spese dovranno riferirsi a:

  • Costi relativi al personale;
  • Spese per viaggi e relative indennità;
  • Infrastrutture fino al 25% del costo di acquisto totale;
  • Attrezzature e infrastrutture fino al 50% del costo di acquisto totale, create appositamente per la realizzazione del progetto e mai state commercializzate o disponibili come prodotto seriale;
  • Materiali di consumo;
  • Costi derivanti dagli obblighi imposti dall’accordo di collaborazione tra partner, tra cui la diffusione di informazioni, la valutazione specifica del progetto, audit e traduzioni, come anche i costi delle garanzie finanziarie richieste;
  • Consulenze esterne;
  • Acquisto di terreni o leasing a lungo termine;
  • Spese generali nel limite del 7% del totale dei costi diretti ammissibili effettivamente sostenuti.

I precedenti programmi LIFE dal 1992 ad oggi

Attraverso il programma LIFE, dal 1992 l’Unione Europea eroga finanziamenti per progetti di salvaguardia dell’ambiente e della natura. Nel corso degli anni il programma LIFE ha assunto le seguenti caratteristiche.

LIFE I (1992-1995)

Il programma LIFE I ha finanziato 731 progetti incentrati su:

  • Promozione di sviluppi sostenibili e qualità dell’ambiente;
  • Protezione degli habitat e della natura;
  • Strutture amministrative e servizi ambientali;
  • Istruzione, formazione e informazione;
  • Azioni in paesi extra UE.

LIFE II (1996-1999)

Il programma LIFE II è stato suddiviso in 3 categorie:

  • LIFE-Natura, dedicato alle azioni di conservazione;
  • LIFE-Ambiente, dedicato alle azioni per attuare politica e legislazione ambientale dell’UE;
  • LIFE-Paesi terzi, dedicato alle azioni nei paesi sulle rive del Mediterraneo e del Baltico.

LIFE III (2000-2006)

LIFE III, simile al programma LIFE II, è durato 5 anni con un budget aumentato di 640 milioni di euro. È stato arricchito da nuove misure di affiancamento per incoraggiare la presentazione di progetti multinazionali e la realizzazione di reti tra i progetti.

LIFE+ (2007-2013)

Il programma LIFE+ è durato 7 anni con un budget di € 2 miliardi e suddiviso in 3 sottocategorie:

  • LIFE+ Natura e biodiversità, che ha ripreso ed esteso il precedente programma LIFE Natura;
  • LIFE+ Politica e governance ambientali, che ha ripreso e ampliato il precedente programma LIFE Ambiente;
  • LIFE+ Informazione e comunicazione, per cofinanziare progetti relativi a campagne di comunicazione e sensibilizzazione;

LIFE (2014-2020)

L’attuale programma LIFE ha un budget di 3,4 miliardi di euro ed è diviso in due sottoprogrammi:

  • Ambiente, il 75% della dotazione finanziaria complessiva;
  • Clima, il 25% della dotazione.

La nuova categoria “Progetti integrati finanziati congiuntamente” mira invece ad operare su vasta scala territoriale.

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