Si sente spesso parlare di Zone Economiche Speciali, meglio note come ZES, ma cosa sono in realtà? E quali benefici garantiscono alle imprese? Scoprilo nel nostro articolo!
È doveroso fare una precisazione però: oggi non si parla più di ZES al plurale, ma di una ZES Unica che abbraccia tutto il Sud Italia e semplifica il sistema. Continua a leggere per saperne di più.
Indice dei contenuti
Cos’è la ZES Unica
Con il decreto-legge n. 124/2023 si istituisce, a partire dal 1° gennaio 2024, la Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno, detta appunto ZES Unica, che comprende i territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna e che sostituisce le precedenti ZES frammentate in 8 diverse strutture amministrative.
In pratica, le imprese che ricadono nella ZES Unica possono beneficiare di agevolazioni fiscali e semplificazioni amministrative, volte ad attrarre investimenti e favorire l’acquisto di immobili e beni strumentali per:
- la nascita di nuove linee produttive;
- l’ampliamento di attività già esistenti;
- la diversificazione della produzione.
Quali sono i benefici della ZES?
La ZES Unica rappresenta oggi un’opportunità concreta per le imprese che scelgono di investire nel Mezzogiorno. I suoi vantaggi, infatti, non si limitano al risparmio fiscale, ma riguardano anche la possibilità di avviare progetti in un contesto che si presta meglio allo sviluppo.
Vediamo nel dettaglio quali sono i principali vantaggi:
1. Contesto più favorevole per investire
La misura incoraggia la nascita di nuove realtà imprenditoriali, amplia la capacità produttiva di quelle già esistenti e sostiene, in generale, qualsiasi iniziativa di sviluppo nelle regioni del Mezzogiorno.
Il credito di imposta, tra l’altro, è stato scelto proprio per alleggerire il costo dell’investimento e incentivare così la nascita di nuovi progetti.
2. Semplificazione amministrativa
Un altro vantaggio è la riduzione della complessità burocratica, grazie a un sistema centralizzato con procedure semplificate e autorizzazioni più snelle che favoriscono gli investimenti.
3. Maggiore competitività
Grazie alla ZES Unica, le aziende possono operare in un contesto più competitivo e orientato alla crescita. La ZES diventa un volano non solo per chi desidera investire al Sud, ma anche per chi è già sul territorio e intende rafforzare la propria presenza.
Credito d’imposta
La ZES Unica riconosce un credito di imposta a favore delle imprese che investono in beni strumentali destinati a strutture produttive, in particolare per l’acquisto di:
- macchinari, impianti e attrezzature;
- terreni e immobili strumentali (fabbricati).
L’agevolazione consiste in un credito di imposta calcolato come percentuale dell’investimento ammissibile, che può arrivare fino a circa il 60% in funzione della dimensione dell’impresa e della localizzazione dell’intervento.
Beneficiari
Sono beneficiari della ZES Unica tutte le imprese (con qualche eccezione) che effettuano investimenti in strutture produttive ubicate nelle regioni del Sud Italia.
Per scoprire se la tua azienda rientra nella ZES Unica e quindi può beneficiare delle agevolazioni clicca qui.
Settori ammissibili
L’agevolazione è destinata a tutti i settori, ad esclusione di quelli siderurgico, carbonifero e della lignite, dei trasporti (tranne magazzinaggio e supporto), energetico, banda larga e i settori creditizio, finanziario e assicurativo.
Inoltre, sono escluse le imprese in liquidazione o scioglimento, quelle in difficoltà (secondo il regolamento GBER) e le attività legate a produzione agricola primaria, pesca e acquacoltura.
Soglie di investimento
Per accedere all’agevolazione, i progetti devono rispettare specifiche soglie di investimento:
- minimo 200 mila euro;
- massimo 100 milioni di euro per progetto.
Limiti e vincoli
Uno degli aspetti più delicati della ZES riguarda la composizione dell’investimento. In particolare, il valore di terreni e fabbricati non può superare il 50% dell’investimento totale agevolabile. Se questo limite viene superato, il credito non va perso, ma la quota eccedente va ritenuta “sterilizzata”, ovvero esclusa dal calcolo.
Esempio concreto:
- progetto da 1 milione di euro;
- 650 mila euro costo dell’immobile + 350 mila euro macchinari.
In questo caso:
- solo 350 mila euro afferenti al costo dell’immobile sono agevolabili;
- il totale agevolabile diventa perciò 700 mila euro.
Significa che una corretta pianificazione del progetto sarà fondamentale per massimizzare il beneficio fiscale.
Condizioni di accesso
Per accedere alle agevolazioni, i progetti dovranno rispettare alcune condizioni, ovvero:
- configurarsi come investimento iniziale;
- essere legati a sviluppo reale dell’attività;
- essere strumentali all’attività produttiva.
Sono esclusi, invece, da ogni tipologia di progetto i settori:
- siderurgico;
- energetico;
- finanziario e assicurativo.
Come accedere alle agevolazioni ZES 2026
Nel 2026, come per gli altri anni, le imprese dovranno rispettare tempistiche ben precise:
- presentazione della domanda dal 31 marzo al 30 maggio 2026;
- indicazione delle spese sostenute e previste entro il 31 dicembre 2026.
Sarà inoltre necessario predisporre un fascicolo tecnico contenente:
- contratto o atto di acquisto;
- perizia tecnica;
- schema del progetto;
- prospetto dei costi.
NB: Il sistema informatico bloccherà automaticamente le domande in cui il costo degli immobili superi i tetti previsti.
ZES Unica 2026: non solo un incentivo fiscale, ma una vera opportunità di finanza agevolata
La ZES rappresenta oggi uno degli strumenti più importanti per sostenere lo sviluppo economico del Sud Italia. Affidarsi a consulenti esperti, che quelli che lavorano in JO Consulting, ti permetterà di:
- strutturare correttamente il business plan;
- massimizzare il credito d’imposta;
- evitare errori che potrebbero compromettere l’agevolazione.
Se stai valutando un investimento al Sud Italia, la ZES può essere uno strumento da considerare con attenzione.
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