Nel 2026, per chi vuole investire esistono 3 importanti incentivi fiscali:
- Iper-ammortamento;
- Patent Box;
- Nuova Sabatini.
Si tratta di agevolazioni che, pur avendo finalità diverse, possono essere lette come parti di una stessa strategia: favorire lo sviluppo e la crescita delle imprese in Italia. Un punto a favore è anche la possibilità di cumularle con il credito d’imposta previsto dalla ZES Unica, dedicata alle regioni del Mezzogiorno.
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Iper-ammortamento 2026: maggiorazione del costo per investimenti 4.0
L’Iper-ammortamento incentiva la trasformazione digitale e tecnologica delle imprese tramite la maggiorazione del costo fiscale di nuovi beni strumentali. Le nuove regole, oltretutto, hanno rimosso il vincolo di provenienza geografica per la maggior parte dei beni, rendendo agevolabili anche prodotti extra-UE.
Beni ammissibili
L’Iper-ammortamento riguarda investimenti in nuovi beni strumentali, interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, cioè:
- beni materiali e immateriali inclusi negli elenchi degli allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026;
- impianti di autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, destinata all’autoconsumo (anche a distanza), e sistemi di stoccaggio. Per gli impianti fotovoltaici resta l’obbligo di produzione in Stati membri UE con efficienza delle celle tra il 23,5% e il 24%.
Agevolazioni concedibili
La maggiorazione della deducibilità delle quote di ammortamento è suddivisa in scaglioni, calcolati sulle singole annualità. La maggiorazione del costo è del:
- 180% per investimenti complessivi fino a 2,5 milioni di euro;
- 100% per investimenti complessivi oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;
- 50% per investimenti complessivi oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro;
- nessuna agevolazione per investimenti complessivi oltre 20 milioni di euro.
Determinazione costo agevolabile
Il costo di acquisizione va assunto secondo le regole dell’art. 110 del TUIR e comprende:
- progettazione, trasporto, dazi doganali, installazione, montaggio e posa in opera;
- costi ed onorari per perizie, collaudi e messa a punto.
L’IVA concorre al calcolo della base agevolabile solo se totalmente indetraibile.
Tempistiche
L’investimento si considera effettuato in base alla modalità di acquisizione:
- acquisto di beni mobili: data della consegna/spedizione o del verificarsi dell’effetto traslativo della proprietà;
- leasing: data di sottoscrizione del verbale di consegna (o del collaudo positivo se prevista clausola di prova);
- appalto: data di ultimazione della prestazione o accettazione dei singoli stati di avanzamento lavori (SAL).
- costruzioni in economia: costi di competenza sostenuti durante il periodo agevolato.
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Patent Box 2026: super-deduzione del 110% per software, brevetti, design e modelli
Il Patent Box 2026 è un’agevolazione fiscale rivolta alle imprese che decidono di investire in ricerca e sviluppo per creare, mantenere e valorizzare beni immateriali giuridicamente tutelati. Trattasi di un regime opzionale di tassazione agevolata che consente una maggiorazione del 110% dei costi di R&S.
Beneficiari
È beneficiaria del Patent Box qualsiasi impresa (indipendentemente dalla dimensione o dalla qualifica di “innovativa”) che sostenga costi di R&S per beni immateriali protetti. Condizione essenziale è che l’impresa sostenga direttamente costi e rischi in R&S (non mere licenze). L’attività dev’essere localizzata in Italia (nessun requisito ZES).
Come funziona?
I costi di R&S vengono trasformati in una diminuzione della base imponibile ai fini IRES e IRAP. L’obiettivo è quello di incentivare la titolarità della proprietà intellettuale (IP) in Italia, premiando l’investimento diretto in software, brevetti e design. La modalità di accesso consiste in un’opzione quinquennale (irrevocabile e rinnovabile) da esercitare nella dichiarazione dei redditi (Quadro RU/PB).
Settori ammissibili
Non sussistono vincoli legati a specifici settori merceologici. La norma si focalizza solamente sulla tipologia di attività svolta (R&S) e sui beni prodotti.
Progetti ammissibili
I progetti devono riguardare la creazione di beni immateriali giuridicamente tutelati, generati cioè da attività dirette di R&S, come:
- ideazione originale;
- progettazione tecnica;
- testing e validazione.
L’agevolazione richiede che l’attività di R&S porti all’ottenimento di una privativa industriale.
Requisiti essenziali
Il requisito essenziale varia in base alla tipologia di bene. Nel caso di:
- software originale è la registrazione SIAE (Pubblico Registro Software), con focus su:
- app;
- piattaforme SaaS;
- software complessi frutto di creazione intellettuale;
- brevetti industriali è la concessione UIBM/EPO, con focus su:
- invenzioni tecniche;
- modelli di utilità (miglioramenti funzionali);
- design e modelli è la registrazione UIBM con focus sugli aspetti estetici e innovativi dei prodotti industriali.
Non ammissibili
Non sono ammissibili i progetti che riguardano:
- software generico/off-the-shelf (privi di originalità intellettuale);
- licenze acquisite da terze parti (senza R&S interna);
- brevetti scaduti o non rinnovati;
- costi di R&S non riconducibili al bene specifico (es. manutenzione ordinaria);
- progetti privi di privativa valida entro i periodi prestabiliti dal regime opzionale.
Spese ammissibili
Sono agevolabili gli investimenti relativi ai costi di R&S diretti, riconducibili alla creazione di beni immateriali, come:
- personale dedicato (stipendi, collaboratori, ecc.);
- consulenze specialistiche (esperti brevettuali, sviluppatori esterni);
- materiali preparatori/prototipi (server di test e licenze di sviluppo);
- tutte le spese analiticamente riconducibili alla "creazione intellettuale del bene".
Agevolazioni concedibili e meccaniche di calcolo
Il regime del Patent Box 2026 garantisce un duplice vantaggio fiscale, agendo sia sulla competenza dell’esercizio che sullo storico dei costi di sviluppo attraverso:
1. la super-deduzione del 110%
L’agevolazione consiste in una maggiorazione del 110% dei costi di R&S. L’effetto fiscale è che i costi ammissibili vengono dedotti per un importo pari al 210% del loro valore contabile (quota ordinaria 100% + maggiorazione 110%), mentre per le imposte il beneficio opera come diminuzione della base imponibile ai fini IRES e IRAP.
2. il meccanismo premiale (“Recapture” 8 anni)
Il periodo retroattivo (“Recapture” appunto) consiste nel periodo in cui viene ottenuta la privativa (es. rilascio del brevetto o registrazione SIAE); durante quest’ultimo l’impresa può recuperare la maggiorazione del 110% su tutti i costi sostenuti per la creazione del bene fino all’ottavo periodo d’imposta precedente.
Esempio pratico
Se un software ottiene la registrazione SIAE nel 2026, l’azienda può indicare nella dichiarazione relativa a tale anno la super-deduzione calcolata sull’intera massa dei costi di sviluppo sostenuti tra il 2018 e il 2025.
3. Obbligo di nettizzazione (cumulo con credito R&S)
Qualora l’impresa abbia già beneficiato del credito d’imposta sui costi di R&S:
- il Patent Box riduce la base di calcolo del credito per la R&S (nettizzazione);
- l’impresa deve restituire tramite F24 la quota di credito per la R&S “eccedente” rispetto al nuovo calcolo (restituzione);
- la restituzione avviene senza sanzioni né interessi entro il termine del saldo delle imposte dell’anno in cui si esercita l’opzione (condizioni).
4. Gestione dell’agevolazione in caso di perdita fiscale
L’agevolazione è fruibile anche se l’azienda non ha utile imponibile, ma con effetti diversi:
- ambito IRES: la maggiorazione del 110% incrementa la perdita fiscale dell’esercizio. La suddetta perdita può essere riportata a nuovo (ex art. 84 TUIR) e utilizzata a scomputo degli utili degli esercizi successivi, senza limiti di tempo;
- ambito IRAP: la variazione in diminuzione abbatte il valore della produzione netta. Se tale valore diventa negativo, non è ammesso il carry forward (riporto a nuovo). Tuttavia, in questo caso, l’agevolazione si considera legalmente “fruita”, facendo scattare comunque gli obblighi di nettizzazione in caso di presenza di crediti per R&S pregressi.
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Nuova Sabatini 2026: contributo a fondo perduto per macchinari, impianti e tecnologie digitali
La Nuova Sabatini è una delle agevolazioni più note tra le PMI italiane. La Nuova Sabatini facilita l’accesso al credito e sostiene gli investimenti produttivi in macchinari, impianti, attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali. L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto che va ad abbattere gli interessi del finanziamento correlato all’investimento.
Beneficiari
I beneficiari della Nuova Sabatini sono le piccole e medie imprese italiane di ogni settore produttivo, incluse agricoltura e pesca (esclusi solo i settori finanziario e assicurativo). Le PMI devono avere la sede legale o un’unità produttiva attiva in Italia e, soprattutto, non essere in stato di liquidazione o in procedura concorsuale.
Spese ammissibili
Gli investimenti devono riguardare nuovi beni di fabbrica ed essere conclusi entro 12 mesi dalla data di stipula del finanziamento. Sono ammissibili:
- beni ordinari, come macchinari, impianti, attrezzature e hardware;
- investimenti 4.0, ossia sistemi di automazione e tecnologie digitali (elencati negli allegati della Legge di Bilancio 2026);
- beni green o macchinari e impianti a basso impatto ambientale certificati;
- investimenti legati a programmi di aumento del capitale sociale della PMI, minimo 30% (Sabatini Capitalizzazione).
Un vincolo fondamentale è che la domanda venga presentata prima dell’avvio dell’investimento (non devono esserci ordini, acconti o pagamenti prima della trasmissione della domanda).
Caratteristiche del finanziamento
Il finanziamento può variare da 20 mila euro fino a 4 milioni di euro per singola impresa, avere una durata massima di 5 anni e coprire fino al 100% dell’investimento; inoltre, può essere assistito dalla garanzia del Fondo di Garanzia PMI fino all’80%.
Agevolazioni concedibili
Il contributo è calcolato su un tasso d’interesse convenzionale applicato a un piano di ammortamento di 5 anni. Le aliquote sono:
- 2,75% per beni ordinari;
- 3,57% per beni 4.0 o green;
- 5,50% per investimenti Sud 4.0 nelle Regioni del Mezzogiorno;
- 5,00% per Sabatini Capitalizzazione.
Procedura d’accesso
La procedura valutativa è a sportello e prevede l’invio telematico della domanda tramite la piattaforma MIMIT, insieme alla richiesta di finanziamento alla banca o all’intermediario aderente. Dopo la delibera bancaria, il Ministero adotta il provvedimento di concessione. L’erogazione può avvenire in un’unica soluzione per finanziamenti fino a 200 mila euro, oppure in quote annuali per importi superiori.
Tempistiche
Lo sportello è aperto fino ad esaurimento dei fondi (la misura è stata rifinanziata per il 2026 con circa 650 milioni di euro). L’erogazione della prima quota avviene solitamente entro 12-18 mesi dalla presentazione della domanda, previa rendicontazione dell’avvenuto investimento (pagamento saldo e fatture elettroniche con indicazione del codice CUP).
Come combinare Iper-ammortamento, Patent Box, Nuova Sabatini e ZES Unica
La vera opportunità non sta nell’accedere alle singole misure ma, come consiglierebbe un consulente di finanza agevolata, nel combinarle tra loro.
Un’impresa che acquista un macchinario 4.0 può infatti valutare di applicare l’Iper-ammortamento o la Nuova Sabatini e, se opera nel Mezzogiorno, di cumulare con la ZES Unica. Infine, se lo stesso percorso di innovazione genera software proprietario, brevetti, design o modelli registrati, potrebbe entrare in gioco anche il Patent Box.
La cumulabilità è possibile, ma va verificata caso per caso. Occorre distinguere tra misure fiscali, contributi in conto interessi, aiuti di Stato, aiuti de minimis e agevolazioni non qualificabili come aiuti di Stato. Per questo è fondamentale affidarsi a consulenti esperti.
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Iper-ammortamento, Patent Box e Nuova Sabatini possono generare un impatto positivo sulla capacità di investimento di un’impresa. Cionondimeno, ogni incentivo richiede analisi preliminare, una corretta classificazione delle spese, la verifica dei requisiti, il rispetto delle tempistiche e la valutazione della cumulabilità con la ZES Unica.
Se vuoi capire quali incentivi puoi ottenere nel 2026, contatta JO Consulting! Aiutiamo le imprese sin dal 1998. Richiedi ora una consulenza gratuita in finanza agevolata. Analizzeremo il tuo progetto e ti aiuteremo a trasformare le agevolazioni disponibili in un piano concreto di crescita e risparmio.
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