Bando Invitalia per gli imprenditori del Mezzogiorno: Resto al Sud

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Con la crisi economica scatenata dal COVID-19, sempre più spesso ci si chiede quali misure possono essere adottata per poter avviare o risollevare la propria attività. Come immaginabile, le imprese del Mezzogiorno sono quelle più colpite a causa di un tessuto economico più debole rispetto a quello del nord Italia.

Esistono diversi provvedimenti che possono aiutare gli imprenditori, e questo proposto da Invitalia per le imprese delle regioni del sud Italia è sicuramente uno dei più performanti. Stiamo parlando del bando Resto al Sud, che si rivolge ai nuovi imprenditori di età compresa tra i 18 e i 45 anni.

In questo articolo cercheremo di capirne i dettagli ed elencare tutte le spese finanziabili.

Resto al Sud: cos’è?

Resto al Sud sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria).

In particolare, la misura sostiene attività imprenditoriali relative a produzione di beni nei settori dell’artigianato e dell’industria ovvero relativi alla fornitura di servizi e alle attività professionali. Sono escluse dal finanziamento le attività del commercio (ad eccezione della vendita dei beni prodotti dalla propria impresa).

Agevolazioni

Ciascun richiedente riceve un finanziamento fino ad un massimo di 50 mila euro. Nel caso in cui l’istanza sia presentata da più giovani già costituiti, o che intendano costituirsi in forma societaria, ivi incluse le società cooperative, l’importo massimo del finanziamento erogabile è pari a 50 mila euro per ciascun socio fino ad un ammontare massimo complessivo di 200 mila euro.

Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili e consiste in:

  • Contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo;
  • Finanziamento bancario a tasso zero pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Il prestito va rimborsato entro otto anni dalla concessione del finanziamento.

Quali sono le spese ammissibili?

Sono ammissibili le spese relative a:

  • Opere edili relative a interventi di ristrutturazione e/o manutenzione straordinaria connessa all’attività del soggetto beneficiario nel limite massimo del 30% del programma di spesa;
  • Macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica;
  • Programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della telecomunicazione (TIC) connessi alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
  • Spese per materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti, utenze e canoni di locazione per immobili, eventuali canoni di leasing, acquisizione di garanzie assicurative funzionali all’attività finanziata nella misura massima del 20% del programma di spesa.

I progetti imprenditoriali devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazione (ovvero alla data di costituzione della società).

La realizzazione dei progetti deve essere ultimata entro 24 mesi dal provvedimento di concessione.

Resto al Sud: esempio pratico

Per capirne meglio il meccanismo simuliamo uno scenario tipico.

Supponiamo che due giovani imprenditori vogliano accedere al finanziamento. In questo caso potranno essere richiesti € 100.000.

Nel caso in cui Invitalia, a seguito dei dovuti accertamenti e valutazioni, dichiara finanziabile il progetto erogherà il 35% del programma d’investimento sotto forma di finanziamento a fondo perduto (ovvero € 35.000). Il restante 65% verrà erogato dalla banca tramite un finanziamento della durata di 8 anni. Gli interessi sui € 65.000 sono a carico di Invitalia, che li restituirà direttamente ai vincitori.

Come si presenta la domanda

La domanda per partecipare al bando va presentata direttamente attraverso la piattaforma web di Invitalia.

La domanda dovrà contenere il business plan dell’attività che si vuole avviare e tutta la documentazione tecnica richiesta dall’ente.

Le domande vengono valutate in ordine cronologico di arrivo entro 60 giorni dalla data di presentazione (salvo eventuali richieste di integrazione dei documenti). È un bando a sportello, senza scadenze o graduatorie.

Invitalia verifica il possesso dei requisiti e poi esamina nel merito le iniziative, anche attraverso un colloquio con i proponenti.

Essendo uno dei bandi più conosciuti di Invitalia, per avere maggiori probabilità di successo è necessario affidarsi ad esperti del settore, in grado di analizzare la fattibilità del progetto, redigere un business plan adeguato e, infine, avere l’esperienza necessaria a seguire tutta la fase di istruttoria dell’ente erogatore al fine di far ottenere l’agevolazione voluta.

Se questo bando ti interessa compila il contact form e verrai richiamato dal nostro team di esperti.

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