Imprenditoria Femminile: €40 mln al Fondo Impresa Donna

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Buone notizie sui finanziamenti a fondo perduto per l’imprenditoria femminile. È operativo il Fondo Impresa Donna, istituito dal Ministero dello sviluppo economico per incoraggiare l’avvio di nuove imprese guidate da donne. Il finanziamento iniziale è di 40 milioni di euro da suddividere in due anni. A questi si aggiungeranno successivamente i 400 milioni di euro del PNRR da destinare all’imprenditoria femminile.

In questo articolo del JOurnal abbiamo riassunto i vari bandi di agevolazioni, finanziamenti e incentivi per il lavoro autonomo delle donne. Vediamo innanzitutto quali sono le ultime novità sui bandi per l’imprenditoria femminile, i requisiti per accedere al fondo impresa donna e, per concludere, alcune idee vincenti per l’imprenditoria femminile. Se stai cercando informazioni e consulenza su agevolazioni e finanziamenti a fondo perduto per donne sei nel posto giusto.

PNRR E IMPRENDITORIA FEMMINILE

Il ministro dello sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha firmato il decreto interministeriale che rende operativo il Fondo Impresa Donna insieme al ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco e alla ministra per le Pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti. Dopo la registrazione da parte della Corte dei conti, il Mise stabilirà la data a partire dalla quale sarà possibile presentare le domande attraverso il sito di Invitalia.

Grazie al Fondo Impresa Donna, il Mise ha comunicato di aver raggiunto un altro obiettivo del PNRR nei tempi stabiliti dal cronoprogramma nell’ambito della missione “Inclusione e coesione” del Recovery plan, cui in totale vengono dedicati 27,62 miliardi di euro. Il PNRR italiano si concentra in particolare su giovani, donne e Sud.

I DATI SULL’IMPRENDITORIA FEMMINILE IN ITALIA

Il settore dell’imprenditoria femminile in Italia è stato duramente colpito dalla crisi sanitaria. Alla fine del 2019, le imprese femminili iscritte al registro delle camere di commercio erano 1 milione 340 mila, in aumento rispetto al 2014 di oltre 38 mila unità. Dopo anni di crescita ininterrotta nel 2020 si è registrato un brusco calo nell’espansione del settore, che è così sceso ai livelli di crescita delle imprese maschili. Importante anche il dato sull’impatto della pandemia sul mercato sull’occupazione: a perdere il lavoro nel 2020 sono state quasi esclusivamente le donne (il 98% dei nuovi disoccupati).

A fronte di questi dati, il Mise ha ritenuto opportuno sviluppare forme di finanziamenti a fondo perduto per donne.

Secondo i dati Unioncamere-Infocamere sul primo trimestre 2021, nonostante le difficoltà le manager under 35 sono tornate a trainare la creazione di nuove imprese (+8,1%). Le nuove misure di recente approvazione di cui fa parte anche il Fondo Impresa Donna vogliono ristabilire il trend di una crescita economica che sia sostenibile anche dal punto di vista sociale.

Obiettivi espliciti sono quelli di promuovere la partecipazione delle donne al mondo imprenditoriale, supportare le loro competenze e creatività per l’avvio di nuove attività d’impresa e la realizzazione di progetti innovativi. Per conseguire questi risultati saranno erogati contributi europei per donne imprenditrici.

MISE BANDI IMPRENDITORIA FEMMINILE 2021

Di novità positive le donne autonome avevano assolutamente bisogno. L’avvio del Fondo Impresa Donna è arrivato insieme a diversi nuovi contributi e finanziamenti per l’imprenditoria femminile. Nel corso della prima metà di ottobre 2021, infatti, è stato introdotto il fondo di 3 milioni di euro per il venture capital per il sostegno a investimenti in capitale di rischio in progetti di imprenditoria femminile a elevata innovazione tecnologica.

La manovra 2021, inoltre, ha rifinanziato per 15 milioni di euro l’iniziativa “Donne in campo” per la concessione di mutui a tasso zero fino a 300 mila euro per l’imprenditoria femminile in agricoltura.

Altra novità è quella del fondo per il sostegno della parità salariale di genere, che ha un budget di 2 milioni di euro annui dal 2022. Quest’ultimo è stato accompagnato a stretto giro dalla legge sulla parità salariale, approvata dalle due Camere in soli 15 giorni.

Il bando nuove imprese a tasso zero, invece, pur non rientrando specificamente nei finanziamenti per l’imprenditoria femminile, può essere comunque interessante per donne che vogliono attivare un’attività. Il bando in questione, infatti, non pone limiti d’età alle imprenditrici che richiedono l’accesso ai fondi.

Nel fondo di garanzia per le PMI, infine, è inserita una sezione speciale per l’imprenditoria femminile e per le donne professioniste. La sezione può concedere agevolazioni in forma di garanzia diretta, di riassicurazione e di cogaranzia del fondo stesso, e possono beneficiarne:

IMPRENDITORIA FEMMINILE: IL FONDO IMPRESA DONNA

Come dicevamo, il Mise nell’ambito dei bandi di imprenditoria femminile per il 2021 ha avviato il Fondo Impresa Donna. Il decreto, 21 articoli ancora in forma di bozza, attende il via libera della Corte dei conti. Qualcosa, quindi, potrebbe ancora cambiare. Date, termini e ulteriori informazioni saranno rese note con successivo provvedimento da parte del ministero. Ci preoccuperemo di aggiornare questo articolo una volta che saranno diffusi. Il Fondo Impresa Donna è senz’altro da tenere d’occhio per chiunque fosse interessata ai finanziamenti a fondo perduto per l’imprenditoria femminile.

FONDO IMPRESA DONNA: I REQUISITI

Il Fondo Impresa Donna di Invitalia è dotato di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022.

Servirà a finanziare: imprese individuali la cui titolare è donna; cooperative e società di persone con almeno il 60% di donne socie; società di capitale con quote e componenti del consiglio d’amministrazione per almeno due terzi al femminile; lavoratrici autonome.

Il nuovo fondo per l’imprenditoria femminile è diviso sostanzialmente in tre assi: nascita; consolidamento; diffusione della cultura imprenditoriale e formazione. Ai primi due sono assegnati 32,5 milioni di euro, al terzo 6,2 milioni di euro. Altri 1,3 milioni sono invece destinati alla gestione della misura da parte di Invitalia.

Gli interventi possono essere:

Viene ammessa in generale la possibilità di combinare contributi a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero per avviare o sostenere le imprese femminili.

Sono ammesse le attività afferenti ai settori di industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, servizi, commercio e turismo. I programmi d’investimento sono da realizzare entro due anni.

Nel caso di nascita di una nuova impresa femminile il tetto per le spese ammissibili è fissato a 250 mila euro, per quelle già esistenti è di 400 mila euro. Nella prima situazione i contributi a fondo perduto coprono l’80% fino a un massimo di 50.000 euro. In caso di donne disoccupate la percentuale sale al 90%. Se il programma prevede spese superiori a 100 mila euro, invece, la copertura scende al 50%.

Le domande saranno vagliate per ordine di presentazione con un esame di merito che valuterà il progetto imprenditoriale e le potenzialità del mercato di riferimento. Particolare attenzione riceveranno le iniziative ad alta tecnologia.

IDEE VINCENTI PER L’IMPRENDITORIA FEMMINILE

Forte determinazione e creatività sono fra le qualità più importanti per chiunque voglia lanciarsi nel mondo imprenditoriale. Per farlo si può partire da ciò in cui si è più brave, lasciarsi ispirare da storie di successo di imprenditrici italiane o, ancora, prendere spunto dai settori in crescita. Componente essenziale dell’imprenditoria femminile è la formazione, che oggi più che mai rappresenta il volano per ottenere un vantaggio competitivo.

I dati dell’imprenditoria femminile ci dicono che oggi le donne imprenditrici sono attive non più soltanto nella cura, nel benessere e nell’abbigliamento, ma hanno successo anche in settori considerati roccaforti maschili come l’edilizia, l’agricoltura e l’immobiliare.

Secondo il rapporto Unioncamere del 2019, le imprese femminili del settore delle costruzioni, ad esempio, erano ben 53.353. In crescita sono le imprenditrici nell’agricoltura, settore che sta beneficiando particolarmente delle implementazioni della digital transformation, anche grazie all’attivazione del fondo per gli investimenti innovativi delle imprese agricole.

Il settore del real estate è uno di quelli in cui le agenti hanno ormai ampiamente dimostrato di essere più brave rispetto ai colleghi uomini, vendendo immobili a prezzi maggiori (secondo un report di immobilare.it sull’immobiliare USA fino a 40.000 dollari in più).

Aprire un’attività in questi settori richiede un investimento iniziale di partenza superiore ai 30.000 euro e della formazione. Se ritieni invece di avere creatività, attenzione ai dettagli e forte capacità di problem solving, altre opzioni potrebbero essere quella del wedding planning, in perenne ascesa, della formazione a distanza (FAD) e dell’e-commerce.

Quest’ultima opzione offre oggi numerose possibilità in grado di adattarsi ai diversi business model, come il social commerce o il dropshipping (modello di rivendita senza magazzino).

Insomma, quanto ai finanziamenti a fondo perduto per l’imprenditoria femminile ci sono oggi un mare di opportunità e agevolazioni. Bisogna soltanto coglierle sfruttando incentivi come il Fondo Impresa Donna, che mira a creare un’economia più inclusiva. Compila il form di JO Consulting per richiedere ulteriori informazioni su finanziamenti a tasso zero e su contributi a fondo perduto per l’imprenditoria femminile, verrai ricontattata in breve tempo.

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